Force Commander: Il Mitico Eroe Magnetico dei Micronauti
Se sei un appassionato di giocattoli vintage o sei cresciuto a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, il nome Force Commander risveglierà sicuramente ricordi epici. Figura di spicco della leggendaria linea dei Micronauti (Micronauts), questo eroe dall’armatura bianca e rossa ha rivoluzionato il concetto di “action figure” grazie a una giocabilità che, per l’epoca, era considerata pura fantascienza.
In questo articolo esploreremo ogni dettaglio di questo capolavoro retrò, dalle sue geniali caratteristiche tecniche fino alle sue origini nipponiche.
🔍 Descrizione Dettagliata del Giocattolo
Il Force Commander non era una semplice action figure, ma un vero e proprio sistema di gioco componibile. Ecco le caratteristiche che lo rendevano unico:
Il Sistema Magnetico: La vera magia del Force Commander risiedeva nelle sue articolazioni. Braccia, gambe e testa non erano collegate da perni classici, ma da sfere magnetiche metalliche. Questo permetteva di smembrare il personaggio e ricombinarlo a piacimento.
Design e Colori: Si presentava con un’armatura imponente e futuristica, dominata dai colori bianco, rosso e dettagli cromati. Il volto era parzialmente visibile sotto un elmo dall’aspetto eroico.
Accessori e Armi: Il petto della figura era dotato di un meccanismo a molla capace di sparare un missile (un grande classico dei giocattoli di quegli anni). Inoltre, era equipaggiato con pugni lanciabili, armi perforanti e ali agganciabili sulla schiena.
La Modalità Centauro: L’intercambiabilità magnetica permetteva al Force Commander di unirsi al suo fido destriero robotico, Oberon (venduto separatamente). Sostituendo le gambe del comandante con il corpo del cavallo, si creava un invincibile centauro spaziale. Questa caratteristica era condivisa con la sua nemesi storica, il malvagio e nerissimo Baron Karza.
🏢 La Casa di Produzione: Mego Corporation e il ruolo di Takara
In Occidente, il Force Commander fu commercializzato dalla Mego Corporation, un colosso americano dei giocattoli negli anni ’70, celebre per le sue action figure dei supereroi (Marvel e DC).
Tuttavia, il merito del design e della tecnologia non appartiene agli americani. La Mego, intuendo il potenziale di alcune linee di giocattoli giapponesi, acquistò i diritti di distribuzione dalla Takara (oggi Tomy-Takara). In Italia, la linea dei Micronauti venne poi distribuita con enorme successo dalla GiG.
La Mego prese i design giapponesi originali, cambiò i nomi, creò un’affascinante lore spaziale (i “Micronauti”) e lanciò la linea sul mercato americano, creando un successo planetario che durò fino alla bancarotta dell’azienda nei primissimi anni ’80.
💡 A Cosa è Ispirato: Le Radici Nipponche
Il Force Commander non è nato dal nulla. Ha due radici ben precise nella cultura pop e del giocattolo giapponese:
La Linea Microman: Il Force Commander deriva direttamente dalla serie Microman della Takara, specificamente dai personaggi della sotto-linea Titan Command. La Mego ha essenzialmente re-imballato e leggermente ricolorato questi modelli per il pubblico occidentale.
L’Eredità di Jeeg Robot d’Acciaio: Il sistema di giunture a sfere magnetiche (il vero punto di forza del giocattolo) fu inventato originariamente dalla Takara per i giocattoli di Kotetsu Jeeg (il nostro Jeeg Robot d’acciaio, ideato da Go Nagai). Il successo di quel sistema di aggancio magnetico fu tale che Takara lo riutilizzò per la linea Microman e, di conseguenza, arrivò a noi tramite il Force Commander e il Baron Karza.
📅 Data di Uscita
Il Force Commander ha fatto il suo debutto ufficiale sul mercato americano nel 1977, come parte della seconda ondata (Wave 2) della linea dei Micronauti della Mego.
Il suo arrivo nei negozi italiani tramite la GiG avvenne poco dopo, tra il 1978 e il 1979, diventando rapidamente il “Santo Graal” per moltissimi bambini dell’epoca e, decenni dopo, un pezzo ricercatissimo dai collezionisti di tutto il mondo.
DOTAZIONE:
A corredo del robot, erano presenti:
-2 trivelle
-2 coppia di pugni
-3 missili
-catalogo e istruzioni


CURIOSITA:
Le primissime versioni di Force Commander, furono stampate direttamente in Giappone, per poi continuare la produzione ad Hong Kong.
Le versioni made in Japan, oltre a presentare il marchio con il paese di provenienza, sotto il piede, hanno uno stampo lievemente diverso del volto, e tutti i componenti sono numerati.
Sono dettagli che all’occhio del profano restano del tutto trascurabili, ma non passano inosservati allo sguardo attento del collezionista.
Esistono poi delle versioni del giocattolo con pugni incollati, e meccanismi di sparo “inibiti”. Sebbene all’inizio potessero sembrare delle operazioni del tutto “homemade”, in realtà, fu un intervento della Mego stessa, a seguito di un caso di cronaca di un bambino negli States, morto soffocato per aver ingerito un pugno di un micronauta.
In queste edizioni, la dicitura “missili sparanti” presente sulla scatola, fu banalmente coperta con un adesivo a striscia nero
Oltre a questo, le prime versioni di Force Commander e Baron Karza, erano ispirate fortemente al Jeeg Takara nelle sue edizioni limitate “Black” e “White”, che rappresentano ad oggi dei sacri graal per il collezionista di Jeeg.
Tuttavia, dato che mettendo la testa di un Jeeg Takara ad un Baron Karza o ad un Force Commander, si ottiene lo stesso effetto, molti ignoranti, credono tutt’oggi che si tratti di mischioni o custom da pochi euro.
Come sopra, anche in queste versioni, oltre che ad avere i numeri su tutti i vari componenti, i Jeeg Takara Black e White, portano il marchio NET, ed il logo della bambolina Takara sotto ai piedi.
Recentemente, Super7 ha riproposto alcuni micronauti nella loro famosa versione “Reaction”. Tuttavia non hanno avuto un grande successo.
